sabato 23 settembre 2017

NON RIPOSO CHE UN PO' PER VOLTA


Ho timore di non riuscire.
Rifletto sul da fare e su come organizzarlo, e mi domando in che termini debbo spuntarla.
Debbo prepararmi ad essere impeccabile, e smaltire un po' di stanchezza.
E soprattutto la seconda parte mi risulta difficile.

venerdì 22 settembre 2017

GLI ERRORI



Ne ho fatti, di errori.
Ne ho fatti anche abbastanza.
Al di là di ogni impegno, della volontà piegata e sottomessa al raggiungimento del fine.

Mi sono riempita di brufoli il viso.
Non taglio i capelli da un po'.
Quel poco di abbronzatura estiva è già declinata al pallore invernale.

Ho contenuto il lavoro e la vita per dedicarmi a questo fottutissimo studio.

Giorno e notte.

Perchè volevo farcela, perchè dovevo, perchè è un obiettivo grande.

Come lo sono sempre gli obiettivi che ci si prefigge.

Ed il primo passo è mosso.

Nonostante gli errori, la punta di un piede è dentro.

Adesso comincia la prova di studio vera.

E di nuovo conterrò nei limiti vitali la vita, il lavoro e tutto il resto.

Tutto, per un po', sarà secondario rispetto al'obiettivo prioritario.

Fin qui è andata.

E devo studiare e confidare che l'esito dia conforto a tutti questi sacrifici, affinchè sia certo che non siano stati inutilmente fatti.


sabato 16 settembre 2017

STUDIO E PREPARO DA MANGIARE



Non faccio molto altro, ultimamente.
Infilo cose nel forno, di modo che si cucinino da sole, e non mi impegnino ai fornelli, per non sottrarmi tempo utile.
Sono agli sgoccioli.

Studio e preparo da mangiare.
L'essenziale è visibilissimo agli occhi, stavolta.
E' davanti a loro, disteso nella quotidianità, abbarbicato ai caffè a letto la mattina, nei pranzetti graziosi, e nelle cene a lume di candela fuori al balcone.
L'essenziale è un micio che scala le sedie della cucina, e si infila nella cantinetta dei vini, e annusa i profumi di tutte le piante, mentre rincorre i giocattoli disseminati per casa, o si appisola sulle mie gambe incrociate mentre studio.

Non è la stessa persona che studiava.
Non è lo stesso gatto.
Nemmeno i sentimenti sono gli stessi.
Non è la stessa stanza: la lampada, i muri, la vista fuori dalla finestra, ogni dettaglio rinvia ad una vita diversa, quella attuale.

Tutto è diverso, ma tutto ugualmente intenso.
Tutto ugualmente memorabile.
L'essenziale è così visibile agli occhi, quando si offre alla vista.
Così visibile che è quasi incredibile crederci.






venerdì 15 settembre 2017

TRA IL LAVORO E IL MARE


Sono rientrata da lavoro in tarda mattinata, e l'ho raggiunto al mare per un caffè.

Le temperature sono gradevoli, il sole è caldo, il rumore delle onde raggiunge il tavolino dove siamo seduti.

Un paio di tavoli più in là, una donna molto truccata mi fissa, mentre parla con l'altra girata di spalle.

Lui, seduto di fianco a me, è bello, anche se stanco e pensieroso.

Terminato il caffè, ci alziamo per raggiungere l'auto e rientrare a casa.

Mi sento osservata, in modo sgradevole, mentre andiamo via.

Con odio.

Gli chiedo se è successo qualcosa.

E la risposta è sempre la stessa.

Le solite cose.

Le due tipe sedute al tavolino hanno cercato di approcciarlo e lui le ha snobbate.

Ogni volta che scende da solo al mare, o va a fare la spesa, ogni volta, mi rendiconta questi fatti.

È davvero sconcertante.



Tra il lavoro e il mare, comunque, ha vinto lo studio.
Sono rientrata a casa, dove passerò il resto del week end rinchiusa a studiare.


giovedì 14 settembre 2017

TETTE E PUPAZZI



C'è questa ragazza con cui ho amicizia su fb (perché me la chiese quando agganciò uno dei miei amici) che ha una foto profilo per ogni giorno dell'anno, da che ha aperto il profilo.

Ovunque vada, la sua faccia e le sue tette (l'una molto coperta di trucco e piallata dai meravigliosi strumenti del fotoritocco, le altre sempre molto scoperte) campeggiano davanti a spiagge, monumenti, meraviglie dell'architettura o dell'arte, cui solo pare interessata in quanto sfondo da piazzare dietro se stessa.

Ne scrivo perché ho appena intravisto una delle foto quotidiane, con lei e un pupazzo grosso quanto lei, in una posa decisamente adolescenziale, il tutto accompagnato da una didascalia di pari tenore.

Potrebbe aprire un canale chiamato "tette&pupazzi" e inserirlo in qualche circuito a tema.

Secondo me farebbe i soldi.

E gratificherebbe se stessa, dando concretizzazione ad aspirazioni che cerca forse di nascondere a se stessa e agli altri, ma che escono sfacciatamente fuori.

Ha un'obiettiva vocazione per il porno.

Naturalmente non sta a me dirle questa cosa.

Che davvero e non mi spiego come non la induca a seguire la strada che più le si addice, rinunciando ad ostinarsi in qualcosa che non fa per lei.









GLI SPLENDIDI E GLI SPACCONI


C'era questa tizia che frequentava un master che frequentavo anche io, già allora con una boria incredibile.

Una boria sostenuta da ben poche qualità e capacità, ma da tanti soldi, tanto tempo libero, e tanto appoggio.

Questa tizia sta studiando come me, per lo stesso obiettivo, in questo momento.

E se ne è uscita trionfalmente con un'affermazione, che riguarderebbe le sue spiccate qualità linguistiche.

Mi è scappato da ridere.

E' altamente probabile che lei, che non lavora e gode di ampi sostegni, passi questa ardua prova, e che io, che mi arrabatto tra mille cose, non riesca.


C'è un altro tizio, che si sofferma a pubblicare post splendidi, illustrando tutte le attività all'aria aperta cui si dedica durante la giornata.

Esce fuori, ad un soffio dalla fine, che è già ampiamente qualificato, e già fa parte di questo settore, in un certo modo, per il quale è stato in precedenza "selezionato".

L'uso del termine non mi appare casuale, ma io, che anche con le parole lavoro, riconosco che per deformazione tendo a montare e disfare congetture che raramente non corrispondono a realtà.

La mia impressione è che tanta onvinzione sia sorretta da qualcosa di più che la boria.



Noialtri siamo quelli che studiano senza pezze d'appoggio, mentre tengono in piedi altre cose.
Ed è un gran casino.
Soprattutto perchè certi giorni viene voglia di mollare tutto, di mollare questo paese e ricominciare altrove, dove non c'è il clima che c'è qui, non c'è la dolcezza del mediterraneo, non c'è il preziosissimo cibo che alza sensibilmente la qualità della vita, che è anche e decisamente più costosa.
Decidersi è difficile.

mercoledì 13 settembre 2017

LA PRIMA COPERTA


E niente.
E' il 13 di settembre, ed io ho messo la coperta di cotone color carta da zucchero sul letto.
Fa freddo, e detesto che questa estate sia trascorsa così, nell'effervescenza del cambiamento, dei suoi stress e assestamenti burrascosi, nel lavoro e nei lavori, e nello studio.
Detesto avere la pila di libri sul mobile con lo specchio, e non avere avuto un attimo per finire di leggere quelli iniziati, e per cominciare altri che mi interessano.

Casa ha preso una forma diversa.
E' sempre in costruzione, ma apparentemente completa.
Vibrante.

Il passo che seguirà la coperta, non spero a breve, sarà quello che mi porterà ad approvvigionarmi di legna per il camino.

Che va bene i termosifoni, ma il camino accenderebbe pure il cuore dei pupazzi di neve.